Otranto: Storia, Natura, Eventi.

La Terra d'Otranto

Nella regione più remota della Puglia, tra le coste dell'Adriatico e dello Ionio, la Terra d'Otranto rappresentava il crocevia tra l'Oriente e l'Occidente. La sua posizione strategica nel Mar Mediterraneo ha agevolato lo scambio di influenze culturali lungo l'intero corso della Storia, ma il suo prestigio è principalmente attribuibile alla dominazione dell'Impero Bizantino. Durante il dominio greco, l'attuale Salento, per la sua gloria, fu designato con l'appellativo di "Ellas tou Derentou", ossia Grecia di Otranto, la cui memoria persiste ancora nell'area della Grecìa Salentina. In questo stesso periodo, patria di eminenti letterati, la regione conquistò anche l'approvazione di Roma, e il suo fascino culturale esercitò un notevole influsso sull'Impero Romano ("Graecia capta ferum victorem cepit" ovvero "La Grecia [d'Otranto], conquistata [dai Romani], sottomise il vincitore selvaggio [non con le armi, ma con la cultura]"). Greci, Bizantini, ma anche Turchi e Spagnoli hanno lasciato un'impronta indelebile nella storia di Otranto.

Le Meraviglie Di Otranto

Otranto incarna l'epopea che si trasforma in esistenza, dove il passaggio di innumerevoli soldati e illustri uomini di cultura e lettere può ancora essere contemplato e respirato. Non solo la sua morfologia naturale lascia estasiati i passanti, ma anche la grandiosità e l'unicità dell'architettura. Pertanto, non solo il mare, il sole, la spiaggia dorata e la scogliera bianca, ma anche il maestoso castello, le mura a picco sul mare, il centro storico, la Cattedrale con il suo mosaico, il ponte, il porto, il lungomare e i raffinati negozi di cartapesta. Eventi a Otranto nel 2024 Aurora dei Popoli Otranto Festa di San Francesco di Paola 26/5: patrono di Otranto, venerato per la profezia del martirio nella Battaglia di Otranto. Suoni e Sapori del Salento 01/06: fiera enogastronomica e concerti per la città. Festa di San Pietro e Paolo 29-30/06 e 1/07: Festa dei Beati Martiri Idruntini 14/08: in ricordo dei caduti nella Battaglia di Otranto contro i turchi. Festa della Madonna dell'Altomare 06/09 Sagra dell'uva 24/09 Capodanno Aurora dei Popoli 31/12: la magica notte in attesa della prima alba italiana nel punto più orientale dello stivale, tra concerti e mercatini, con fuochi d'artificio sul mare.

La Storica Battaglia Di Otranto

Nel 1480, la popolazione idruntina godette di un'economia prospera. Attraversata costantemente dai mercanti, la città era ricca e culturalmente orientata verso l'Oriente. Tuttavia, una flotta turca al comando del sultano dell'Impero ottomano, Maometto II, proveniente da Valona, con più di 150 imbarcazioni e almeno 18.000 soldati, diretti a Brindisi, fu deviata più a sud da una forte tramontana. Così, nella notte del 28 luglio 1480, i soldati sbarcarono ad Otranto, nella denominata "Baia dei Turchi". Il comandante della flotta turca, Gedik Ahmet Pascià, che aveva abbandonato la sua patria, di cui non si sa se provenisse dalla Grecia o dall'Albania, istruì i Turchi sull'arte della navigazione, guadagnandosi così la sua posizione. Dopo lo sbarco, Gedik sconfisse i pochi soldati locali e inviò il suo ambasciatore, Turcman, per negoziare la resa veloce e indolore del popolo idruntino, a condizione di rinunciare alla fede cristiana. Tuttavia, Turcman fu quasi linciato dalla popolazione dopo aver pronunciato tali parole, sfuggendo per raccontare tutto a Gedik Pascià. Quest'ultimo, tentò nuovamente inviando il suo miglior mediatore, ma il popolo di Otranto, orgoglioso e tenace, scagliò una freccia idruntina che trafisse il mediatore prima che potesse giungere a udienza.

La Rocca Di Otranto

Per il Pascià costituì una gravissima affronto, determinando la immediata cessazione di ogni sforzo diplomatico. Ordinò lo scarico delle armi da fuoco ai suoi uomini, che già il 29 luglio avevano conquistato e depredato il borgo e i casali circostanti. Nel frattempo, la popolazione si rifugiava nel castello, manifestando la ferma volontà di non abbandonare né la fede né la città. Tuttavia, i poco più di 2000 soldati idruntini, nonostante fossero intraprendenti e coraggiosi, non avrebbero mai potuto presidiare la città lasciata indifesa di Otranto. Prossimo all'invasione, il Pascià richiese nuovamente la resa della popolazione, ma i capitani Francesco Zurlo e Giovanni Antonio Delli Falconi, agendo con sfrontatezza in rappresentanza dell'intera città, rifiutarono categoricamente. Nella notte successiva, l'intera popolazione si riunì nella Cattedrale, giurando fedeltà eterna alla città fino alla morte. Guidati da Ladislao De Marco, gli idruntini intrapresero un'eroica resistenza. Nel frattempo, l'ultima speranza del popolo idruntino si incarnò in due messaggeri locali, inviati a cercare il Re di Napoli, che rispose prontamente con l'invio di aiuti militari dai regni cattolici. Le navi degli alleati si radunarono nel porto, preparandosi alla guerra, mentre i turchi si disperdevano in ogni direzione, saccheggiando e distruggendo fino a Lecce e Taranto. Nel contempo, un altro gruppo tentava di penetrare Otranto bombardando le sue mura. La cittadella resistette per due settimane, basando la sua difesa esclusivamente sul coraggio e sulla fede.

La Cattedrale Di Otranto

L'11 agosto del 1480, Gedik Ahmet Pascià sferrò un attacco finale, individuando una vulnerabilità sul lato nord-est delle mura, penetrando Otranto con tutta la sua potenza militare. Il comandante Zurlo, ferito il giorno precedente in uno scontro diretto, li affrontò con le armi in pugno all'interno delle mura, affiancato dal figlio con il quale perse la vita dopo una breve resistenza. Mentre i turchi pensavano di aver già vinto, giunse anche il comandante Delli Falconi con il suo contingente militare, sacrificandosi per dare tempo alla popolazione di mettersi al riparo. La popolazione, unita nella lotta, si ritirò fino all'ultima strada, rifugiandosi infine nella Cattedrale. I sopravvissuti erano ormai pochissimi. Quando i turchi fecero irruzione nella Cattedrale, iniziarono col massacrare i religiosi, decapitando l'Arcivescovo e deridendolo portando in giro per la città il suo copricapo. Ogni maschio di età superiore ai 15 anni fu ucciso, i neonati sgozzati, le donne subirono violenze e furono ridotte in schiavitù. Gli orrori perpetrati nella città suscitarono un'eco in tutta Europa, specialmente perché mentre le strategie degli alleati prendevano forma fuori dal porto, il popolo idruntino cedeva, uno dopo l'altro, privo di soccorso. Seimila e più furono i defunti, soltanto ottocento idruntini sopravvissero, e, una volta catturati, il Pascià desiderò un gesto di grande teatralità. Ciascun individuo fu legato a un palo e ad ognuno venne proposto di rinunciare alla propria fede in cambio della vita, ma ogni uno di quei fieri individui, testimoni della morte di madri, fratelli, anziani, e neonati, rispose con un netto rifiuto. Il primo a fronteggiare la prova fu Antonio Pezzulla, eternamente ricordato come Primaldo: senza esitazione alcuna, respinse l'offerta degli invasori e iniettò coraggio nei suoi compagni, i quali lo emularono nella scelta e nella morte, diventando gli 800 martiri di Otranto, giustiziati per aver difeso la città e la fede sino all'ultimo. Durante l'intero periodo invernale, i turchi perpetrarono devastazioni e instaurarono il loro dominio sull'intera Puglia e oltre, lasciando a Otranto soltanto una ridotta guarnigione dopo aver rinforzato le difese cittadine. Nei territori cristiani si diffuse dunque la voce che il Pontefice stesse deliberatamente abbandonando la regione. Solo con l'avvicinarsi della primavera, le truppe aragonesi, spaventate ormai dall'imminente avanzata turca, stabilirono una base a Sternatia e, grazie all'intervento degli altri eserciti italiani, nell'agosto del 1481, i turchi finalmente ritirarono le loro forze dalla Penisola.

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Otranto

Festa di San Francesco di Paola 26/5 : protettore di Otranto, venerato per aver previsto il martirio della Battaglia di Otranto Suoni e sapori del Salento 01/06 : fiera enogastronomica e concerti per la città Festa di San Pietru e Paulu 29-30/06 e 1/07 : Festa dei Beati Martiri Idruntini 14/08 : in memoria dei caduti della Battaglia di Otranto contro i turchi. Festa della Madonna dell'Altomare 06/09 Sagra dell'uva 24/09 Capodanno Alba dei Popoli 31/12 : la magica notte in cui si aspetta la prima alba italiana nel punto più ad est dello stivale tra concerti e mercatini, con fuochi d'artificio sul mare